MONDO GOBLIN II

Seluria

"(...) Pronosticare una improbabile amicizia fra gli umani e i goblinoidi è solamente una follia messa in giro da persone stolte e ignoranti. Fra noi non ci può essere pace (...)"
dal "Libro della saggezza di Ulurun"

Una farfalla dalle ali bianche e gialle volava sfidando il gelido vento del nord. Le sue forze sarebbero bastate a tenerla in vita per pochi minuti ancora, così si abbandonò sul terreno, stremata. Un piede la calpestò con noncuranza.
- Ebbene... - disse Gasran impaziente.
- Dovrebbero essere passati da poco... - disse un uomo vestito da cacciatore.
- Perfetto, allora diamo inizio al piano.
- Signore, - disse un uomo con l'armatura dorata - credo che non...
- Capitano Lorin, - replicò il sacerdote adirato - intende mettere in discussione il mio volere? Il volere del Dio Tharlag?
- No, - abbassò lo sguardo al terreno - mi scusi...
- Che tutto sia fatto come stabilito!

- Zip! - disse un troll con voce stanca - Fame!
Era vestito con un rudimentale gonnellino di pelle tigrata e trasportava sulle spalle abnormi un immenso sacco di tela ruvida. Un goblin si precipitò a rispondergli.
- Burp, devi aspettare - abbassò le mani verdi a terra - Intanto, sgranocchia questo...
Il troll addentò il sasso, che si spezzò scricchiolando come fosse torrone.
- Grumf! - brontolò un orchetto lì vicino.
- Ci vuole pazienza, Rumb.
- Grumf! - ribadì l'orchetto.
- Vorrei sapere dove stiamo andando - aggiunse un goblin con una tunica nera troppo grande per lui.
- Lontano da quel pazzo furioso che ha sterminato il nostro clan senza pietà - rispose il goblin - Ma non so dove di preciso.
- Aaargh!
- Rumb deve aver trovato qualcosa - suggerì Guru.
Si affrettarono nel luogo dove si trovava l'orchetto. Lui era in piedi sopra una larga fossa tondeggiante profonda più di tre metri. Al suo interno una bambina giaceva svenuta, o addormentata. I suoi corti capelli neri erano sporchi e arruffati, e il vestito strappato le scopriva le gambe magre e i piedi nudi. Un rozzo cartello recante il simbolo di Tharlag ammoniva di non intervenire in nessun caso, in quanto nella fossa un impuro stava scontando la sua pena.
- Un cucciolo umano! - suggerì il troll
- E' una femmina!
- E tu come fai a saperlo? Gli umani sono tutti uguali!
- Ti dico che è una femmina!
- Mah!
- Che cosa ne facciamo di lei?
- Lasciamola lì! - ordinò perentoriamente l'orchetto. La sua era una razza taciturna che per lo più si esprimeva a monosillabi. Due parole erano un record da non trascurare!
L'intero gruppo ammutolì.
Poi Zip si fece avanti.
- Credo che l'umana meriti il nostro aiuto, se non altro perché è perseguitata dal nostro stesso nemico.
Guru e Burp annuirono. Rumb sbuffò e girò la testa dall'altra parte.
Il troll si gettò nella fossa senza esitare, e atterrò facendo tremare la terra sotto i piedi dei suoi compagni. La giovane si svegliò di soprassalto, vide l'enorme creatura accanto a lei e svenne nuovamente, soffocando sul nascere un urlo.
- Mah! - esclamò Rumb incrociando le braccia.
- Credo si sia spaventata...
- E perché?
- Non lo so! - rispose Zip - Tiriamola fuori da lì e allontaniamoci!
Il troll la prese fra le sue braccia e la scagliò fuori con forza. La bambina volò ben oltre il livello della buca e piombò sul povero Guru, tramortendolo. Rumb la sollevò nuovamente, borbottando piano.
- Burp, stupido, le potevi rompere una gamba!
- E va beh, tanto sarebbe ricresciuta...
- Lasciamo perdere… - Zip si voltò verso Rumb - Come sta?
L'orchetto scrollò le spalle, disinteressato, e Guru si rialzò barcollando.
- Tutto a posto, Guru?
Il goblin annuì sorridendo inebetito e barcollando su un piede. Il gruppo si allontanò silenziosamente, senza che nessuno avesse bisogno di suggerirlo agli altri, fino a quando ritennero di aver messo una buona distanza dalla fossa di punizione. Rumb adagiò la bambina per terra e le mise un mantello di pelliccia sulle spalle.
L'umana si risvegliò quasi subito. Guardò le facce degli esseri che gli stavano di fronte e indietreggiò istintivamente strisciando le braccia per terra.
- Capisci la mia lingua? - suggerì Zip - Siamo amici... amici.
Tese il palmo verde verso la bimba, lentamente, gentilmente. Lei ebbe un moto di repulsione.
- Forse non sa parlare! - suggerì Guru - Io l'ho sempre detto che gli umani sono poco intelligenti...
Zip lo ignorò.
- Stai tranquilla - cercò di tranquillizzarla - Non vogliamo farti del male. Anche noi siamo ricercati dai sacerdoti di Tharlag.
- Quei fanatici...
I quattro la fissarono con gioia.
- Allora ci capisci! - l'emozione trapelò chiara nella faccia di Zip - Non devi credere a tutto quello che raccontano di noi goblinoidi, non siamo così cattivi come ci dipingono...
Burp accennò un sorriso con la sua grossa faccia piena di dentoni rettangolari, e l'umana scoppiò a ridere.
- Grazie! In fondo siete voi che mi avete salvato. Scusatemi per prima, ma francamente fate proprio paura...
- Noi? - sussurrò Rumb.
La bambina si accomodò appoggiata al tronco di un albero e sorrise compiaciuta.
- Io mi chiamo Seluria, e voi?
- Io sono Zip. Lui è Guru, il nostro sciamano, e l'orchetto laggiù è Rumb...
- ...e io sono Burp.
Seluria si voltò verso il troll e abbassò il capo in cenno di saluto.
- Perché eri imprigionata? Cosa avevi fatto?
- Niente, ve lo giuro! Parlava di una... trappola o qualcosa del genere
- Parlava? Chi? Chi era che parlava? - il tono della sua voce si era fatto concitato.
- Non lo so... un sacerdote... mi pare si chiamasse Gandar... o Garlan...
- ...Gasran...
- Si, era lui! Allora lo conoscete!
- Temo di si... e credo proprio che siamo nei guai...

- Signore, la trappola ha funzionato.
- Bene, tutto va come previsto... - Il volto di Gasran si atteggiò a una smorfia di soddisfazione
Il soldato si allontanò con un inchino. Il capitano Lorin sospirò.
- Signore...
- Capitano, mi state irritando con le vostre proteste!
Lorin si allontanò con passi nervosi e uscì dalla tenda. Il sacerdote cominciò a tamburellare nervosamente con le dita osservando fissamente l'uscita del suo alloggio, con lo sguardo fisso, perso nei propri pensieri.

La notte era ormai giunta, scura, nebbiosa, e aveva portato con se il gelido vento del Nord, che soffiava a tratti facendo rabbrividire la piccola compagnia . La luna piena che avrebbe dovuto rischiarare il cielo era invece coperta da grosse nubi che turbinavano lente. Guru aveva acceso un fuoco e preparato per tutti della misera carne secca. Rumb mangiava borbottando qualcosa di incomprensibile sull'orgoglio della sua razza. Burp addentava indifferente la carne e il piatto, e Zip parlava con la piccola Seluria. Infine tutti si ritirarono per dormire, coprendo la bambina con l'unica coperta del gruppo.

Un ombra si allontanò furtiva dal accampamento del sacerdote Gasran, scivolando silenziosa nel bosco scuro.
- Spero di non essere troppo in ritardo... - sussurrò, e la sua voce si perse nei sibili del vento.

Rumb si svegliò di soprassalto.
- La bambina! - si diresse di soppiatto verso le pelli maculate che dovevano coprirla.
Le coperte stropicciate non coprivano più nessuno.
- Zip! Guru! Burp! - urlò l'orchetto roco - La bambina è scomparsa!
I tre si alzarono di scatto.
- Dove può essere?
Rumb guardò gli altri con fare interrogativo e scosse energicamente la testa.
- Iniziamo le ricerche! - suggerì Guru - Svelti!
In breve il gruppo si separò e si allontanò tra gli alberi fiocamente illuminati dalla luna piena...

L'ombra avanzava veloce fra le ombre, spostando i rami che gli intralciavano il cammino. Inciampò su una radice contorta e cadde per terra. Il sangue scorse copioso sul palmo ferito della sua mano. La figura scura strinse i denti e riprese la sua folle corsa nell'oscurità

Rumb vagava nel bosco con le enormi asce nelle mani possenti. I suoi sensi erano all'erta, capaci di cogliere perfino gli spostamenti degli insetti notturni, ma non la presenza della diabolica creatura che attendeva fra i rami contorti degli alberi secolari. Con un balzo, la creatura saltò verso la gola dell'orchetto, ma questi schivò con abilità e la colpì con una delle sue asce. La creatura si accasciò per un attimo sul terreno, ma poi si risollevò, apparentemente illesa. L'essere era un enorme lupo nero, ma qualcosa nel suo sguardo, qualcosa di vagamente triste, lo rendeva ben più inquietante. Persino l'orchetto rabbrividì per un istante, ma poi si riprese e chiamò a raccolta i suoi amici. La creatura ululò e il suono agghiacciante si propagò con rapidità nel bosco silenzioso.

La figura ammantata tese le orecchie. La traccia che stava disperatamente cercando era infine arrivata. Ricominciò a correre, e un breve sorriso gli scivolo sul volto nascosto.

Il gigantesco lupo continuava a ruotare intorno a Rumb, alla ricerca di un varco nella sua difesa. Poi dalle tenebre emersero le sagome incerte dei goblin e del troll. La creatura si vide improvvisamente circondata. Con un salto cercò di rompere il cerchio che lo stringeva, ma il braccio possente del troll la rispedì violentemente indietro. Con un ringhio, il lupo si rivolse ai ben più piccoli goblin. Saltò senza indugi, piantando gli artigli acuminati nel petto di Zip. Il goblin ne approfittò d'istinto per colpire fra le scapole scoperte del mostro e il pugnale penetrò in profondità, facendo ricadere per terra il lupo con un debole rantolo. I tre amici si strinsero attorno al corpo esanime del goblin ferito.
- E' solo svenuto - sussurrò lo stregone goblin - Dovrei essere in grado di rimetterlo in piedi in un paio d'ore.
L'orchetto, infuriato, si girò verso il lupo. La creatura si rialzò in piedi traballando, con la ferita completamente rimarginata. Un crudele scintillio balenò fra le fauci spalancate del mostro. Una corda volò dalle mani di Guru, animata dalla magia dello stregone. La fune disegnò nell'aria un grosso cuore, poi volteggiò ripetutamente realizzando perfette figure geometriche. Rumb ruggì in direzione del giovane sciamano. Guru si chiarì la voce, intimidito.
- Può capitare a tutti un piccolo errore: temo di avere confuso "Trattenimento" con "Intrattenimento"...
Le mani del mago goblin ricominciarono a muoversi febbrilmente. La corda scivolò veloce attorno al corpo del lupo e gli serrò le zampe, immobilizzandolo al suolo. Il troll si catapultò furiosamente sulla creatura inerme e la percosse ripetutamente. Infine l'orchetto lo spostò con un braccio e sollevò la sua enorme ascia.
- Vediamo se sopravvivi anche con la testa tagliata...
La lama brillò gelida alla luce della luna, e poi scese inesorabile verso la gola indifesa del lupo.
- No! Fermati!
La lama si fermò a pochi centimetri dal collo della creatura. L'uomo incappucciato emerse dagli alberi.
- Fermatevi! - urlò disperato - E' solo una creatura sfortunata! Guardate!
Il corpo del lupo svenuto si stava riducendo sempre più rapidamente, i suoi peli stavano scomparendo riassorbiti dalla pelle e il corpo stava assumendo lineamenti sempre più umani.
- Seluria! - esclamò l'orchetto stupito.
- Il suo scopo inconsapevole era quello di uccidervi nel sonno, ma qualcosa la ha costretta ad allontanarsi per non nuocervi. E' un licantropo, ma è anche una bambina indifesa. - continuò l'uomo, esasperato - Era una trappola, non l'avete ancora capito? Consegnatemi la bambina, e io farò in modo di tenerla lontana dalle mani di Gasran.
L'orchetto si girò verso la bambina addormentata, poi verso i suoi compagni. Tutti annuirono in silenzio. L'orchetto raccolse il corpo della bambina e lo gettò rudemente verso l'uomo incappucciato.
- Falle capitare qualcosa di male, umano, - ringhiò Rumb - e ti scoverò in qualunque dannato posto tu possa essere fuggito.
L'uomo abbassò il capo e scomparve velocemente nei boschi.
- Spero di avere fatto bene...
- Stai tranquillo, Rumb: non tutti gli umani sono malvagi...
Il troll sospirò triste e, raccolto il corpo di Zip, si incamminò dondolando, seguito dagli altri.

L'uomo incappucciato emerse dal bosco dove una strada biancastra lo sfiorava. Un vecchio con una tunica candida gli corse incontro.
- E' lei? - sussurrò.
L'uomo incappucciato annuì e porse al vecchio il corpo indifeso di Seluria. Questi la prese con uno sforzo e ritornò sui suoi passi.
- Non ti preoccupare per lei - disse il vecchio mentre saliva su un piccolo carro - Riuscirò a sciogliere il vincolo della sua maledizione!
Ma già l'uomo incappucciato era scomparso nei boschi circostanti.

- Non è possibile! - ululò Gasran esasperato - I loro corpi dovevano essere nel bosco! Dovevano essere là! Non possono essere riusciti a sfuggire ancora...
Il capitano Lorin rimase impassibile, in piedi di fronte al sacerdote furioso. Gasran infine si lasciò cadere su una poltrona accanto alla scrivania.
- Se ne vada!
Il capitano uscì immediatamente dalla tenda, coprendo a stento un sorriso con la mano bendata.