Ormai da tempo, dopo che Whale di Treon (Concetto Modica) aveva trovato nell'antico testo un
modo per spalancare i cancelli dell'aldilà, i Figli della Luna erano in
fermento.
Un portale, aperto nel punto dove risiedeva l'anima del loro primo
condottiero, Darklord, Primo Figlio della Luna (Alessandro La Pergola), avrebbe permesso loro di
ritrovare il leader che li aveva guidati in tante battaglie.
Un rituale rischioso, certo, ed estremamente difficile.
Tutto doveva essere perfetto....
Chiesero aiuto ai ribelli di Treon: avevano deciso di occupare la Pietra del
Sud, un circolo rituale naturale dalla grande potenza, e officiare lì il
rituale.
Nella loro avventura li seguirono, sebbene alcuni tentennando, i Villici, e
alcuni membri dei Lupi della Costa, dei Cavalieri di Mithra e dei Signori
degli Elementi (spero di non dimenticare nessuno).
La Pietra del Sud, come presumibile, era attentamente controllata da una guarnigione di Guardie del Cobra guidate da un mezzo-demone, e coadiuvate da un troll e alcuni maghi. La discesa fino al centro del cratere che ospita il circolo durò quasi due ore di combattimenti, imboscate, falsi allarmi e terribili urla di dolore. Infine, comunque, dopo che una conquantina scarsa di ribelli aveva distrutto una guarnigione contante oltre quaranta Cobra, il rituale cominciava a essere preparato.
Alcuni rinforzi, mandati a chiamare non si sa come dai Cobra, arrivarono poco prima del rituale, ma ancora una volta i ribelli sopravvissero tutti.
Infine si svolse il rituale. Il tempo era avverso. Pioggia, ghiaccio, vento
si alternavano e si confondevano all'interno della stretta radura del
cratere.
Il rituale iniziò tra i canti e le luci delle torcie conficcate nel terreno
nero. Subito tutti si resero conto che qualcosa non andava. L'armonia, la
prima componente che rende possibile l'utilizzo dell'Alta Magia, era
rovinata: i tempi non erano rispettati, i movimenti scoordinati, la
precisione geometrica delle forme disegnate dai corpi dei ritualisti in
movimento approssimativa. Il sacrificio dell'Occhio di Odis diede comunque
abbastanza potere al rituale perchè qualcosa succedesse.
Il portale si aprì. Ma era estremamente instabile.
In pochi, pochissimi minuti i ribelli catapultati, volenti o nolenti,
all'inferno dovevano trovare Darklord, liberarlo e trovare un modo per
tornare nella Prima Dimensione.
Dopo il lampo, Madre Luna aiutò i suoi figli, facendoli comparire nel Quinto
Inferno di Rahs, l'inferno dell'oscurità, proprio nel luogo dove l'anima di
Darklord veniva torturata da un terribile Carceriere e da tre suoi sgherri.
La battaglia, sebbene breve, si rivelò terribile.
I poteri della Guarigione, legata all'elemento Luce, non funzionavano in
questo mondo di oscurità, e perfino gli Incantatori, che ricevevano i loro
doni dagli Ancestor, dagli Dei, non avevano alcun potere (a meno che,
probabilmente, non avessero pregato Rahs...).
Solo i maghi potevano utilizzare ancora i loro poteri.
Inoltre, mentre i ribelli non potevano contare su nessun tipo di guarigione
(che non fosse quella puramente fisica degli esperti in pronto soccorso), i
Carcerieri uccisi risorgevano più agguerriti di prima in un minuto o poco
più.
Mai una lotta fu più impari!
Darklord fu liberato, ma si doveva ancora trovare il modo per ritornare
nella Prima Dimensione, mentre i demoni incalzavano.
Fu Kalissa (Barbara Fait) la prima a scomparire.
Per terra, vicino al palo che indicava il centro del rituale, era comparso
un globo bianco e leggero, fumoso, attraverso il quale si riusciva a
intravedere un mondo sfocato e lontano.
Chi lo toccava, tornava immediatamente nella prima dimensione, svenuto.
Dopo poco, altri scomparivano dall'Inferno, sotto le indicazioni della
ritualista Arghiurea dei Figli della Luna.
Kamal, il Moro dei Villici (Davide Caruso), resosi conto del globo e del suo utilizzo,
cominciò a correre caricandosi sulle possenti spalle i suoi amici caduti.
Sette persone furono salvate da lui.
Il portale stava per chiudersi.
Non c'era più tempo.
Vide il globo pulsare un'ultima volta.
Si girò ancora a cercare i suoi compagni.
Il globo scomparve. Il portale era chiuso. Lui e altri dieci ribelli erano
ancora lì, bloccati per sempre nel Quinto Inferno di Rahs, in balia dei
Carcerieri, destinati a essere torturati.
Per sempre.
Nella Prima Dimensione, i sopravvissuti si risvegliarono.
Lady Kitiara (Marina Ruiz), che aveva convinto i Villici ad appoggiare i Figli della Luna
in questa loro impresa, aveva le lacrime agli occhi. Seconda in capo dei
Villici, con il Lupo perduto fra le spire di Rahs, il peso della
responsabilità improvvisa, il dolore e la rabbia presero il sopravvento.
Volpe (Luca Mavilia) si avventò sui Figli della Luna, accusandoli di tradimento per non
averli avvertiti di quello che sarebbe successo.
Inoltre, il fatto che solo due dei Figli della Luna fossero rimasti
intrappolati, mentre la maggior parte dei Villici e degli altri gruppi era
scomparsa inaridì ancora più gli animi.
I gruppi si allontanarono, evitando una guerra tra ribelli solo aspettando
di decidere il da farsi.
Un nuovo rituale.
Forse un nuovo rituale, che avrebbe aperto nuovamente il portale sarebbe
stato compiuto al più presto.
Il Direttorio dei Villici si riunì segretamente quella stessa sera per
decidere il da farsi...
Ma, in ogni caso, potrebbero davvero trovare i loro compagni, o quello che
ne resta?
O il tutto si trasformerà nell'ennesima disfatta?
Sfidare Rahs, per la seconda volta, alla ricerca di alcuni amici perduti, o
abbandonare la speranza di rivederli un'altra volta?
Combattere ancora, non per Treon, non per il popolo, ma per i ribelli
stessi, con il rischio di vedere crollare una volta per tutte la Ribellione
dell'isola... qual'è la cosa giusta? Quale strada seguire?
In lontananza le stridule risate dei loro nemici echeggiano malvagie per
l'ennesima volta...
La fine, o l'inizio?