Storia di un rapporto difficile
(come mi sono innamorato di un gioco che detestavo)
Qualche anno fa, alcuni amici giocatori di ruolo mi invitarono a provare un nuovo gioco che a detta loro era mille volte meglio dell' AD&D; scettico, accettai l'invito.
Dopo piu' di un' ora di macchinoso lavoro tra tabelle e innumerevoli tiri di dado, e dopo essermi letto pagine e pagine di descrizione di un' ambientazione che non conoscevo, ero finalmente pronto a giocare.
Il mio personaggio era un Ranger, e come tale abile nell'arte dello stalking & hiding (muoversi silenziosamente e nascondersi nelle ombre) all' aperto.
Finalmente un incontro (la serata sembrava per la verità un po' monotona), e per di piu' in piena foresta! E' il momento di agire:
Ariorn (il mio personaggio) cerca di aggirare l' accampamento dei Troll senza essere visto:
Nulla di piu' facile -penso' un giocatore di AD&D- e anche se dovessero scoprirmi ho i miei bravi 50 PF, prima che mi uccidano avranno addosso tutto il mio gruppo!
Sfortunatamente un troll si accorge della mia presenza, e prima che io me ne renda conto mi molla un malrovescio da paura.
[Ariorn] OK, lo attacco con la spada.
[Master] Aspetta, non ho ancora finito; oltre ai 10 PF il colpo ti sbatte contro l'albero che stava dietro le tue spalle, il che ti procura altri 15 PF; inoltre sbatti la testa e perdi conoscenza; stai sanguinando, e se non verrai aiutato in 3 round morirai.
[Ariorn]Ma che c… !!! E porco di qua e porco di la!!!! (una serie di insulti e sproloqui che è meglio non ripetere).
Fatto sta' che non ho piu' voluto sentir parlare di Rolemaster per un bel pezzo, finche' uno dei suddetti amici mi porto' le regole (rigorosamente in inglese) per convincermi a giocare di nuovo…
Adesso gioco a Rolemaster da diversi anni, e considero il passaggio da AD&D una evoluzione notevole. Cerchero' qui di spiegare le ragioni di questa mia affermazione.
Cercherò di mettere in evidenza le differenze fondamentali tra i due sistemi di regole (è inutile criticare le ambientazioni), che sono secondo me la possibilità di caratterizzare il proprio personaggio, il realismo del gioco, e la concezione dell'epicità di un'azione.
Caratterizzazione dei personaggi.
Mettete a confronto due guerrieri di AD&D, privati dei loro oggetti magici.
18.00 è lo standard per quanto riguarda la forza, e la possibilità di colpire e infiggere e' identica, (fatta salva qualche regola opzionale tipo specializzazione nelle armi), e le abilità di non combattimento sono limitate tanto nella quantità quanto nella qualità (o ce l'hai o non ce l'hai); vediamo invece come si presentano due gemelli (identiche statistiche), entrambi guerrieri (stessa classe) e dotati dello stesso equipaggiamento in Rolemaster:
Il primo fratello ha deciso di fare la carriera militare, è entrato nell'esercito, è abilissimo nella spada e non soffre nel portare l' armatura, inoltre conosce abbastanza bene la strategia militare e sa leggere e scrivere quanto basta.
Il secondo fratello invece, si è unito a un gruppo di avventurieri nel quale mancava uno scout; si e' quindi adattato a leggere le tracce, a predire il tempo, a disporre trappole e a costruire un rifugio per la notte, diventando anche bravino in tutte queste cose; la sua arma preferita è l'arco, con il quale è davvero invincibile.
Le schede dei due personaggi sono completamente diverse (anche a parità di livello); se fossero state di AD&D, al massimo il primo avrebbe avuto la specializzazione nella spada e il secondo nell' arco, ma nulla di più (a meno di usare le infinite regole opzionali che rendono AD&D molto piu' complicato del Rolemaster).
Non vi ho convinto ? Andiamo avanti.
Il realismo
So già cosa volete dire: -Non mi piace scivolare dalle scale e rompermi una gamba, nemmeno nel gioco di ruolo !-
Pienamente d'accordo, ma siamo persone di buon senso, anche se questo è effettivamente possibile con Rolemaster (per quanto difficile), esiste sempre un master che ha l'ultima parola ed è al di sopra delle regole. Piuttosto diamo un' occhiata ad AD&D: non mi dite che nessuno si è mai lamentato del fatto che per uccidere un uomo legato occorrano molti colpi di ascia, e se per questo caso si può chiamare in causa il già citato master sopra le regole, lo stesso non è possibile per un'orda si goblin armati di piccole spade che attaccano un guerriero in armatura e con un buon numero di punti ferita: il nostro eroe potrebbe permettersi di uccidere un goblin alla volta e fumarsi una sigaretta con l'altra mano, dato che nella remota ipotesi che uno di quei cosi lo colpisca, al peggio perderà pochi punti ferita.
Ben diversa la situazione a Rolemaster: con questo sistema, l'unico modo per essere sicuro di non morire è non combattere, il che induce comportamenti meno supereroistici, ma sicuramente più eroici. Se il cavaliere in questione si butta nella mischia, sa di poter morire per una sola coltellata, e vi assicuro che questo rende il gioco molto più carico.
Cosa ? Così si perde l' epicità del gioco ? Non sono piu' possibili azioni fantastiche ?
Le azioni epiche
Robear è probabilmente il mio personaggio più riuscito. E' venuto fuori da una lunghissima campagna di AD&D, e dalla sua storia sono stati tratti spunti per molte altre campagne.
Robear è un elfo, quindi particolarmente bravo con la spada e con l'arco, per di più è di alto livello, ciò nonostante per uccidere qualsivoglia nemico con più di 10 PF ha bisogno di più attacchi.
Quando è scoppiata la mia passione per Rolemaster ho tradotto in questo sistema le statistiche dei miei personaggi preferiti. Non so se avete mai ucciso un grosso gigante con una sola freccia (normale) ben tirata nel collo o in mezzo alla fronte. E non crediate che sia stata solo fortuna; anche la fortuna si può aiutare: con qualche piccola modifica alle regole (alla quale Rolemaster si presta benissimo) si possono avere colpi mirati e azioni veramente da grandi eroi.
Per non parlare della magia (50 livelli di incantesimi e una quantità di liste veramente notevole) e dei rituali, che permettono anche ai maghi più inesperti di ottenere effetti notevoli (salvo far saltare in aria tutta la regione per una formula recitata male !)
In definitiva, spero di aver gettato i presupposti per una discussione più approfondita su come intendiamo il GdR, su quali siano le caratteristiche che richiediamo ad un sistema di regole, etc.
Penso che ci sia spazio su questo sito anche per pareri diversi dal mio, che non vedo l' ora di conoscere.