Fantasmi a Roma - La sequenza degli eventi
Evento 1 Elisabetta assiste al ritorno del fratello, Patrizio, dopo il furto del quadro con il ritratto di Beatrice Cenci dalla pinacoteca in cui era custodito.
Evento 2 Durante la notte Elisabetta sogna l'esecuzione capitale della famiglia Cenci. E' come se lei fosse Beatrice in quel momento e ne condivide l'orrore. Avverte anche un'enorme compassione per il piccolo Bernardo, risparmiato alla morte, ma condannato ad assistere alla strage. Elisabetta, pur ricordando ogni cosa e profondamente scossa, non ha modo di riconoscere nulla di familiare nella vicenda sognata.
Evento 3 Il mattino seguente, durante la lezione di Serena, ancora frastornata dal sogno, Elisabetta disegna una splendida copia del ritratto di Beatrice che sorprende persino lei. Serena infastidita dalla disattenzione della ragazza sequestra il disegno. Elisabetta non badando ai rimproveri dell'insegnante le risponde volgarmente.
Evento 4 Quella notte il fantasma di Beatrice Cenci entra nella camera da letto di Serena e si avvicina allo scrittoio dove, casualmente, è stato appoggiato il suo ritratto. Serena, svegliatasi a causa della luminescenza emanata dal fantasma, assiste attonita alla scena, riconoscendo nel volto del fantasma il disegno di Elisabetta. Improvvisamente Beatrice si accorge di lei e scompare confondendosi con le tende.
Evento 5 Il mattino seguente Serena, con il ritratto in mano, corre a scuola per incontrare Elisabetta e parlare con lei. Ma della ragazza, come spesso succede, non c'è traccia.
Evento 6 All'uscita da scuola Serena compra il giornale e, sulla cronaca di Roma, vede la foto del ritratto di Beatrice Cenci rubato alla pinacoteca. Il volto della fanciulla romana, morta circa trecento anni prima, è lo stesso del disegno di Elisabetta. Lo stesso del fantasma.
Evento 7 Serena vorrebbe incontrare Elisabetta poicé, conoscendone la situazione familiare, sospetta che lei possa essere coinvolta nel furto alla pinacoteca. Comunque l'eccitazione per la scoperta dell'identità del fantasma è tale da spingerla subito per librerie, alla ricerca di notizie sulla famiglia dei Cenci.
Evento 8 L'acquisto di un libro presso la libreria "Rizzoli", una tra le più fornite di Roma, rivela la storia ufficiale del fantasma di Beatrice Cenci. Le parole sono le stesse del brano "La testa di Beatrice Cenci" tratto da "Fantasmi e diavoli a Roma, ed. PARADISI" (leggerle ai giocatori e mostrare il disegno). Inoltre il libro rimanda ad alcuni testi del secolo scorso per considerazioni più approfondite e notizie "insolite". Serena decide di dedicare la giornata seguente, libera dall'insegnamento, alla ricerca di quei testi nelle biblioteche.
Evento 9/a Quella stessa sera Patrizio sospettoso dell'esagerato interesse che la sorella mostra per il quadro rubato, decide di portarlo via di casa. Elisabetta cerca di opporsi al fratello supplicandolo di lasciarle ancora guardare il dolce volto nel ritratto, ma costui la respinge picchiandola malamente ed esce con il quadro. Durante una notte agitata Elisabetta fa un nuovo sogno.
Sogna di trovarsi in un sotterraneo ampio e buio. Un odore malsano permea l'ambiente. Ha molta paura poicé avverte dei sentimenti ostili nei suoi confronti provenire da più parti attorno a lei. Guardandosi attorno, penetrando il muro di oscurità, riesce a scorgere ampli pilastri che, disposti in più file, sorreggono alte volte a crociera. Poi, improvvisamente, una piccola luce guizza tra le ombre ed il riso di un fanciullo spezza il silenzio. Nello stesso tempo il cuore della ragazza si riempie di gioia e commozione. Ed ecco, di nuovo, la piccola luce adesso farsi più vicina fino a mostrarsi facendo capolino da uno dei pilastri. E' il fantasma di un fanciullo che gioca e ride incurante dell'ambiente.
Elisabetta, adesso, è perfettamente sveglia ed è seduta sul letto, ma avverte ancora, chiarissimi, i sentimenti di gioia e commozione provati un istante prima.
Evento 9/b Quella stessa notte il fantasma di Beatrice Cenci visita nuovamente Serena. Tuttavia, questa volta, non fugge quando la donna si accorge della sua presenza anzi cerca, a gesti, di comunicarle qualcosa. Serena è sbalordita di quanto stà accadendo e, anche lei, cerca in tutti i modi di afferrare il senso di quello che vede, ma invano. Dopo poco, per Beatrice, non resta altro che tornare ad indietreggiare tristemente verso le tende e scomparire ancora una volta.
Evento 10 La mattina seguente Elisabetta non ha nessuna intenzione di andare a lezione. Vuole invece capire qualcosa su quanto le stà accadendo, che sente collegato allo strano quadro rubato dal fratello. Sotto casa trova i suoi amici e li convince ad accompagnarla nelle sue ricerche. Stefano, il più studioso del gruppo, ma anche il più reticente a marinare la scuola, accetta per la cotta che segretamente ha nei confronti di Elisabetta.
Evento 11 Stefano, dopo aver sentito il racconto di Elisabetta circa il quadro e i due sogni, si ricorda di aver letto qualcosa sul giornale del giorno prima circa il furto di un quadro e lo va a prendere di nascosto a casa. Quando lo mostra ad Elisabetta, costei riconosce, nella foto il quadro rubato dal fratello. Decidono quindi di aspettare l'uscita dal liceo del professore di storia dell'arte di Stefano, un tipo simpatico di cui ci si può fidare, per chiedere a lui informazioni sul ritratto. Ma questi li rimanda alla Biblioteca dell'Orologio famosa per la raccolta di storie insolite sulla capitale.
Evento 12 Alla Biblioteca dell'Orologio quasi tutti i libri che contengono notizie sulla famiglia Cenci e sui fantasmi di Roma sono stati appena presi da una persona, ma l'addetto suggerisce di provare a chiederle ugualmente la cortesia di mostrarne loro qualcuno. Quando raggiungono il tavolo indicato dall'addetto, quella persona si volta ed Elisabetta si trova faccia a faccia con Serena. Tra tutti i libri raccolti, il più interessante è degli inizi del secolo scorso. In esso si trovano le seguenti informazione riguardo al fantasma di Beatrice Cenci:
Esso è obbligato a muoversi entro un raggio di duecento metri dal ritratto che fece lo zio alla fanciulla l'anno stesso della sua esecuzione. La ragione di tale legame è dovuta alla passione che lo zio pose nel dipingerlo, tale che dopo la morte, l'anima della fanciulla trovò in esso un altro corpo dove trasferirisi per continuare un'esistenza terrena.
La ragione per cui Beatrice Cenci si aggira ancora tra i vivi è per dare finalmete sepoltura al fratellino Bernardo, l'unico superstite all'estinzione della famiglia. Costui morì in un manicomio e non venne mai seppellito.
E' desiderio del fantasma che la cerimonia funebre sia pagata con quelli che, in vita, erano stati i suoi gioielli.
I gioielli ed il ritratto, dopo essere stati requisiti dalla Santa Sede, furono venduti alla famiglia Borghese, tutt'ora leggittimi propietari. (N.B. Evidentemente il quadro fu poi ceduto alla pinacoteca dopo la pubblicazione di questo libro)
Perché‚ la cerimonia funebre sia efficace sono necessari: la contemporanea presenza dei fantasmi di Beatrice e Bernardo Cenci; l'accetazione spontanea dei gioielli da parte del sacerdote celebrante; la volontà del sacerdote di compiere la cerimonia.
Alla fine della lettura, in alto, stagliandosi contro la finestra, compare l'ombra di Beatrice Cenci che sorride ai presenti.
Evento 13 E' pomeriggio inoltrato quando escono dalla Biblioteca dell'Orologio dirigendosi verso Palazzo Borghese. Dopo qualche difficoltà per farsi ricevere dalla principessa, l'ultima erede della famiglia, riescono ad ottenere la concessione di un breve colloquio. Inizialmente la principessa non crede neanche ad una parola delle affermazioni di Serena, l'unica a parlare. Tuttavia la figura di Elisabetta esercita sulla nobildonna sentimenti molto forti e contrastanti: da una parte di rifiuto per la sua arrogante volgarità, dall'altra di irresistibile affetto. Poi Elisabetta inizia a parlare. Mentre, con parole semplici, spesso inadeguate, supplica la principessa a creder loro, poco a poco il cuore della nobildonna comincia a cedere in favore dell'adolescente. Alla fine c'è solo affetto per quella piccola ragazza che fatica a parlare, evidentemente imbarazzata. A questo punto avviene il miracolo. Seguendo il disegno nella borsa di Serena, appare Beatrice Cenci a conferma delle parole dette finora e, finalmente, la principessa accetta di restituire i gioielli. Li informa, inoltre, del fatto che, dove prima sorgeva il manicomio, adesso c'è il Museo d'Arte Latina di cui fornisce l'indirizzo.
Evento 14 E' sera quando escono da palazzo Borghese. Insieme decidono che Serena porterà i gioielli a casa sua aspettando il mattino dopo quando si recheranno al Museo d'Arte Latina per trovare qualche traccia dell'antico manicomio. Quando si salutano non si accorgono che, confuso tra le ombre dei vicoli, c'è Patrizio che li aveva seguiti ascoltando tutti i loro discorsi.
Evento 15 Durante la notte Patrizio penetra in casa di Serena e ruba i gioielli di Beatrice. Serena cerca di fermarlo ma viene brutalmente colpita e perde i sensi. Quando Patrizio torna a casa, Elisabetta si accorge di quanto è successo e cerca di scappare per chiamare gli amici, ma il fratello la rapisce portandola in un nascondiglio fuori Roma insieme ai gioielli.
Evento 16 Il mattino dopo è Stefano a dare l'allarme: Elisabetta è scomparsa. In breve tutto il gruppo del giorno prima si riunisce sotto casa della ragazza (i più intraprendenti avendo anche rimediato qualche pistola), fincé arriva Serena. In un primo momento non sanno cosa fare poi, facendo capolino da un angolo scuro, compare Beatrice, sempre vicina al disegno, e fa segno di seguirli.
Evento 17 Il viaggio, con la macchina di Serena, porta il gruppo fuori città: ad ogni incrocio la figurina del fantasma trova il modo di rendersi visibile ed indicare la direzione. Finché non raggiungono una villetta isolata. Di guardia c'è uno degli amici di Patrizio.
Evento 18 Stefano, distinguendosi particolaremente, guida il gruppo al ferimento di Patrizio, alla fuga dei due complici ed alla liberazione di Elisabetta.
Evento 19 Elisabetta, reagendo finalmente alla brutalità del fratello, lo denuncia mandandolo in prigione.
Evento 20 Sulla base delle indicazioni della principessa, qualche giorno dopo, il gruppo si riunisce nuovamente davanti al Museo d'Arte Latina. Dopo essersi fatti chiudere dentro riescono a scoprire, nei sotterranei, il passaggio per un luogo "... da tempo dimenticato". E lì trovano Bernardo. Uscire dal museo, a questo punto, non è una cosa tanto semplice, tuttavia con l'aiuto delle idee di Stefano, riescono ad eludere ancora le guardie e a fuggire.
Evento 21 Nella cappella di palazzo Borghese, alla presenza della principessa, di Serena e di tutto il gruppo di amici, un sacerdote accoglie dalle mani di Elisabetta gli splendidi gioielli. In fondo alla chiesa, nascoste dietro una colonna, due piccole figure luminose lentamente svaniscono..., finalmente riunite.
Epilogo Elisabetta esce da questa storia arricchita di un nuovo interesse per il mondo e nuovi motivi per andare avanti: un compagno (Stefano), un'amica con cui confidarsi (Serena) e qualcuno che, non avendo più nessuno di cui occuparsi da tanto tempo, vorrebbe occuparsi di lei (la principessa).