Le possenti mura di Aquileia furono volute dall’imperatore Teodosio nel 1147 a.U.c. a rinforzare la precedente cinta muraria eretta in gran fretta a difesa della città dall’assedio di Massimino il Trace del 991 a.U.c., visto che nella sua continua espansione, il municipium aveva da tempo superato i limiti delle vetuste mura repubblicane. Le alte mura in mattoni poggianti sul basamento di pietra, spesse alla fondazione circa sette piedi, sono munite di frequenti torri e torrioni difensivi, sporgenti all’esterno per cinquanta piedi, consentono l’accesso alla città in quattro punti. Le principali porte sono quella a ponente, di tipo a cavedio, e quella a settentrione, che presenta ai lati due alte torri rotonde. Due porte secondarie, sorgono a levante e meridione. Le mura insistono verso oriente sul porto fluviale, mentre verso settentrione, la cinta si suddivide in due, distanti l’una dall’altra 30 piedi, al fine di consentire una maggiore protezione in questa zona, difesa in modo minore dal Natissa che in tale tratto è maggiormente povero d’acqua.