Le strade fioriscono di botteghe artigianali, ma il principale centro di smistamento delle merci è rappresentato dai mercati. Dislocati vicino al fiume, in due grandiosi padiglioni i mercati sono il luogo d’incontro dei commercianti che giungono dalle più lontane città dell’Impero per contrattare l’acquisto delle merci. Le strade di Aquileia sono percorse giornalmente da carri colmi di anfore contenenti vino, olio, farina, sale diretti al nord e all’interno della Regio. L’importanza strategica di Aquileia sulle rotte marittime commerciali e come crocevia delle strade per il Noricum e l’Illiricum ha fatto della capitale della Regio un centro cosmopolita, in cui convengono culture e razze diverse. É luogo di incontro e di contatto con le genti ed i commercianti dell’Illiricum e del Noricum e principale porta d’accesso alla cultura dei popoli orientali. Sovente in città si stabiliscono commercianti provenienti da ogni parte dell’impero e lungo le strade del municipium, sotto i colonnati del foro e nelle vasche delle terme i dialetti e le inflessioni più varie vanno a colorare i discorsi e gli affari degli aquileiesi. Egiziani, greci, siriani, per la maggior parte scultori e mosaicisti, hanno abbellito con la loro arte le ville patrizie, nonché i numerosi templi e palazzi, con capitelli, statue e busti, ed arricchito i pavimenti con superbi mosaici. La presenza in città di questi artisti si è fatta numerosa ed assieme ai commercianti hanno costituito delle vere e proprie comunità all’interno di insulae in cui la loro presenza si è fatta esclusiva.