Di tipo fluviale, esso sorge a poche miglia dal mare, sul fiume Natissa che in questo punto forma un bacino della lunghezza di mille piedi e della larghezza di centoventi.Fulcro delle attività commerciali cittadine, il porto rappresenta il luogo privilegiato degli scambi di merci. La banchina, ristrutturata e resa più funzionale dal console Tiberio Claudio Nerone nel 790 a.U.c., è costituita da pesanti blocchi di pietra d’Istria, poggianti su una base di pietrame e laterizi legati a malta. La struttura poggia su una fitta palificata resasi necessaria la fine di consolidare il fangoso terreno sottostante. L’accesso alla banchina e lo scarico-carico delle merci sono consentiti da frequenti scalinate Il porto è dotato di due piani di carico forniti di anelli d’ormeggio, a cui le naves onorariae possono comodamente attraccare. Parallelo alla banchina, l’edificio dei magazzini portuali si snoda per quattrocento piedi, abbellito da un colonnato e situato cinque gradini più in alto della banchina. Il porto è giornalmente interessato da frequenti attracchi di trasporti mercantili provenienti dall’Illiricum: navi colme di olio, granaglie e materie prime (oro, argento, rame e ferro) provvedono al rifornimento della città e consentono l’instaurarsi di una fitta rete commerciale con il Noricum. Collegato al porto, il canale artificiale Anfora consente un rapido ed agevole accesso al mare.