La parte meridionale della città è occupata dai grandi horrea da grano e pullulano di botteghe e fonderie che paiono di esclusivo appannaggio dei discendenti dei Carni, nonché di tutti coloro che provengono dalla Regio. Numerose e perennemente affollate, le tabernae costellano i vicoli aquileiesi. Vi si può trovare alloggio per pochi denari e si può gustare le specialità locali, come il mulsum (vino dolcificato con miele), i crostacei, le uova con salse piccanti, selvaggina allo spiedo o alla griglia, il tutto condito con l’immancabile garum. Spesso queste locande celano male intenzionati e gruppi di rivoltosi che si oppongono all’ordine costituito, ed è bene non fare mai troppe domande o ostentare il sacchetto degli aurei; i vicoli sono scuri e stretti e periodicamente il canale Anfora restituisce il corpo di qualcuno troppo loquace o eccessivamente imprudente.