L'interesse di Wagner per la mitologia nordica rientra nel generale clima culturale dell'Ottocento tedesco, con il Romanticismo si diffonde l'esigenza di una riscoperta delle radici della civiltá nazionale e si sceglie come tema privilegiato saghe e leggende, dove ritrovare l'autentico spirito originario della nazione.
In realtá l'epica nordica non appare di grande valore; per patriottismo il mondo tedesco la sopravvaluta, contrapponendola alla mitologia ed alle opere della civiltá mediterranea, ma tale rivendicazione non regge a un confronto oggettivo: le opere risultano abbastanza elementari a livello sia di forme sia di contenuti, mentre la componente di spicco è la ricca invenzione fantastica di numerosi episodi e personaggi preternaturali (nani, giganti, dei, eroi), coinvolti in avventure dove la magia è l'elemento dominante.
Il Romanticismo, che prediligeva il genere fantastico, leggeva ed apprezzava tali miti secondo questa prospettiva, visto che le presenze magiche si prestavano mirabilmente ad ulteriori raffinate operazioni letterarie.
Wagner rielaborò le affascinanti storie nordiche adottando quelle pił rispondenti alla sua fondamentale intenzione simbolica.
Nella tetralogia Wagner fa riferimento soprattutto alle opere di maggiore influenza e soprattutto: