Tuor ricordò in una canzone cantata al proprio figlio Eärendel le visioni che le conchiglie di Ylmir una volta chiamarono ai suoi occhi al tramonto nella Terra dei Salici
Fu nella Terra dei Salici dove l'erba è lunga e verde
Stavo pizzicando le corde della mia arpa, ed un vento si insinuò non visto
E stava parlando nelle cime degli alberi, mentre le voci delle canne
Stavano sussurrando flebili mormorii mentre il tramonto toccava i prati,
Musiche della terra, sottilmente magiche che quelle canne sole potevano tessere
Fu nella Terra dei Salici, che una volta al crepuscolo Ulmo venne.
Nel crepuscolo presso il fiume su una conchiglia scavata
Egli produsse musica immortale, finché il mio cuore sotto il suo incanto
Fu spezzato al tramonto; e i prati divenivano scuri
Verso le grandi grigie acque sollevantesi attorno alle rocce dove gli uccelli marini nuotano.
Li udivo lamentarsi attorno a me dove gli scogli neri torreggiavano alti
E l'antica, primeva luce delle stelle risplendeva pallida nel cielo.
In quella regione scura e pericolosa nelle cui vie tempestose
Non udii suono di voci umane, in quelli, i più antichi dei giorni,
Io sedevo sul margine rovinato del mare dalla profonda voce,
La cui musica rombante e spumeggiante erompeva in cadenza infinita
Sulla terra assediata per sempre in un'infinità di assalti
E consunta in torri e pinnacoli e scavata in grandi volte;
E i suoi archi si scossero al tuono e i suoi piedi ricoperti di forme
Svelte nell'antica guerriglia del mare in quei picchi e capi foschi.
Oh! Udii la tempesta schierata per la battaglia rombare alle spalle della marea
Quando la tromba dei primi venti risuonò, e il grigio mare cantò e gridò
Mentre una nuova bianca ira si risvegliava in lui, e i suoi eserciti si levarono alla guerra
E dilagarono in una cavalleria di onde verso la costa immota ed erta di mura.
Là la fortezza con bandiere di vento di quelle alte e vergini coste
Respinse le prime scarne avanguardie delle più antiche schiere marine;
Respinse gli inquieti incursori che come braccia di una creatura tentacolare
Serpeggiavano e si insinuavano in avanti frusciando, gorgogliando e aggrappandosi.
Allora un sospiro si alzò ed un mormorio in quella avanguardia furtiva e mormorante,
Mentre, indietro, i torrenti si radunarono e le onde balzando correvano,
Finché gli acquei cavalli dalle criniere di spuma avanzarono rollando in verdi grandezze -
Una folle marea marciante verso terra - e il loro canto di guerra avvampò in fiamme.
Grandi teste erano scosse dalla rabbia e le loro creste erano torri di spuma,
E la canzone che i grandi mari stavano cantando era un canto di rabbia insondata;
Perché attraverso quel grande tramestio le trombe di Ossë fieramente suonavano,
E le voci della corrente diventarono ancor più fonde e l'alto Vento più assordante;
Profonde cavità mormorarono e risuonarono mentre risucchiavano i venti marini;
Spume e grandi bianchi spruzzi gridavano acutamente al di sopra del fragore;
Tempeste soffiarono le aspre trecce del mare verso l'oscuro viso della terra
E venti selvaggi colmi di spruzzi delle onde volavano in una corsa turbinante
Di battaglia in battaglia, finché le potenze dei mari
Si radunarono come una montagna attorno alle terribili ginocchia di Ossë,
Ed una cupola di acque urlanti percosse quelle facciate nere e grondanti
E le sue fontane catastrofiche si rompevano in fragorose cascate.
Allor l'immensurabile inno dell'Oceano io udii mentre si levava e ricadeva
Al suo organo, i cui registri erano le voci dei gabbiani e i tonanti crescendo;
Sentii il motivo delle acque e il canto delle onde
Le cui voci venivano in continuo e andavano rollando verso le cave,
Dove un'infinita fuga di echi si tuffava contro la pietra bagnata
E si alzava e mescolava all'unisono in un suono mormorante di cornamuse -
Fu una musica di massima intensità che muoveva nel profondo,
E tutte le voci dell'oceano furono raccolte a quel suono;
Era Ylmir, Signore delle Acque, con la mano che tutto placa, che creava
Armonie inconquistabili, a cui il mare rombante obbediva;
A cui le sue acque riversò e la Terra sollevò di nuovo le sue spalle
Nude all'aria, alle nuvole e alla pioggia che andava verso il mare,
Fino a che il gorgoglio di verdi vortici e lo schiocco delle
increspature fu tutto
Quello che raggiungeva la mia roccia isolata, salvo l'antico ultraterreno richiamo
Degli uccelli marini a lungo dimenticati e lo stridere di antiche ali.
Così un sonno mormorante mi prese tra quelle lontane e primeve cose
(In una regione solitaria illuminata dal crepuscolo lungo le cui vecchie e caotiche vie
Non udii suono di voci umane, in quelli, i più antichi dei giorni
Quando il mondo turbinava nel tumulto mentre i Grandi Dèi mutavano la Terra
Nell'oscurità, nella tempesta dei cicli prima della nostra nascita),
Fino a quando le maree si placarono, e il Vento morì, e tutta la musica del mare cessò
E mi risvegliai in caverne silenti, in vuote spiagge e pace.
Quindi la magia si ritirò da me e quella musica sciolse i propri lacci -
Lontano, lontano chiamando le conchiglie - Oh! Io restai nelle dolci terre,
E i prati erano attorno a me dove crescevano i salici piangenti,
Dove le lunghe erbe si muovevano attorno a me, e i miei piedi erano bagnati di rugiada.
Solo le canne frusciavano, ma una nebbia era distesa sui torrenti
Come un pioggerella marina trascinata lontano nell'entroterra, come un frammento di sogni
marini che sanno di sale.
Fu nella Terra dei Salici che udii chiamare il misterioso respiro
Dei Corni di Ylmir - e li sentirò fino alla mia morte.
Tratta da The Shaping of Midlle-earth di Christopher Tolkien
Tradotta liberamente da una nostra associata
Il nostro Aedo