"Il mio non è un mondo immaginario, ma un momento storico immaginario su una Terra di Mezzo che è la terra dove viviamo."1
"Io ho la mentalità dello storico. La Terra di Mezzo non è un mondo immaginario. Il nome è la forma moderna di (apparsa nel XII secolo e ancora in uso) di middel-erde, l'antico nome di Oikuméne, il posto degli uomini, il mondo reale, proprio in contrapposizione con il mondo immaginario (come il Paese delle Fate) o con mondi invisibili (il Paradiso o l'Inferno). Il teatro della mia storia è su questa terra, quella in cui noi ora viviamo, solo il periodo storico è immaginario. Vi sono tutte le caratteristiche del nostro mondo (almeno per gli abitanti dell'Europa Nord Occidentale), così, naturalmente, appare familiare, anche se un po' nobilitato dalla distanza temporale".2
Middangeard-middelerde (o erthe)-Middle Earth: terra tra i mari, abitata dagli uomini.
A differenza di molte altre cartine fantasy, semplici descrizioni dei luoghi in cui la scena si sta svolgendo, la Middle-Earth ha un storia, lunga e complessa, che possiamo ricavare dalle vicende del libro stesso, dai suoi appendici, vero e proprio patrimonio di culto fra i fans più accaniti, e dalla lettura delle altre opere dello scrittore, in primo luogo il Silmarillion.
Terra tra i mari dunque, che per alcuni suoi abitanti è soltanto una dimora provvisoria: gli Elfi rivolgono gli occhi ad Occidente, per ritornare nella patria da cui dipartirono, ma di cui sentono tremendamente la nostalgia, in un mondo dove tutto cambia e le cose belle sfioriscono e muoiono. La via a loro non è preclusa, mentre si è chiusa definitivamente per gli uomini, per gli Alti uomini, che anzi credono di poter ritrovare, da qualche parte nel mare sterminato, l'isola di Numenorë, loro antica dimora. La Terra di Mezzo ci ricorda come il mondo in cui viviamo non sia il migliore possibile e come altre possibilità si sarebbero potute verificare o potrebbero accadere. Se la storia non si fa con in "se", pensare ad essi per lo meno aiuta a riflettere, a relativizzare il nostro contesto, a pensarci come un processo aperto a diverse possibilità e non come figli di una sequenza già scritta. Il senso della proposta del professore di Oxford sta tutto qui, nella ostinata convinzione che una possibile "Terra di Mezzo" esista ancora, sia ancora realizzabile, sempre che si abbiano gli occhi abbastanza lucidi per vederla. Attraverso il linguaggio del mito, Tolkien sa raggiungere i cuori parlandoci degli argomenti che più contano: la bellezza, l'amicizia, la fedeltà, la dedizione, la gioia, la libertà, la morte. È una proposta che può sembrare infantile, forse inutile o peggio semplice evasione, ma comunque merita di essere compresa, dal momento che fu il frutto del lavoro di una vita.
1 La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973, Rusconi 1990, pg 270
2 La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973, Rusconi 1990, pg 249