Nella mia esperienza di Master per Girsa/Rolemaster ho sempre cercato di ambientare la Terra di Mezzo come una sorta di Medioevo parallelo, inserendo, quindi, tutto il corpus del meraviglioso medievale. In quest'ottica ho deciso di far vivere ai miei personaggi una delle più affascinanti pagine che la letteratura medio-latina abbia mai scritto: il capitolo delle visio ultraterrene ed, in particolare, di uno dei suoi più conosciuti best sellers, il Purgatorio di San Patrizio, qui nominato come il Purgatorio di Owein, dal nome del protagonista del racconto.
Per giocare l'avventura penso che sia necessario conoscere qualche elemento di questo tipo di letteratura, della sua nascita e della sua funzione, dei presupposti sociali e culturali comuni agli uomini medievali, perciò per tal fine rimando alla pagina dedicata alla nascita del purgatorio
L'avventura ha inizio in una piccola corte del Gondor Meridionale, Chant. Il castello trecentesco ha ormai perso l'originaria funzione di bastione difensivo per trasformarsi in una tipica struttura abitativa pre-rinascimentale, all'interno della quale, in un'atmosfera rarefatta, la vita della piccola corte è dominata dalla duchessa di Chant e dalla sua liberalità verso gli stranieri procede serena, adattandosi ai ritmi imposti dalle stagioni. Il castello abbarbicato su d'un colle relativamente alto domina il territorio circostante sebbene il primo vero borgo si trovi a qualche ora di distanza. La sua posizione vicina alle principale arterie di comunicazione fra Minas Tirith e Dol-Amroth lo rende meta di frequenti visite da parte di ogni tipo di stranieri: da nobili sconfinati dai loro possessi, mercanti, semplici viaggiatori e talvolta pellegrini in cerca d quiete e cibo. Questi contatti aprono la corte al resto del mondo, portando notizie di luoghi remoti, nuove scoperte, dicerie, mirabolanti usanze, il tutto inserito in un preciso cerimoniale nel quale parola e modi "costumati" sono gli elementi essenziali per poter ben figurare.
L'arrivo dei PG (per motivi qualsiasi) sarà ben accolto: ad essi sarà chiesto di raccontare le loro storie. Questi con garbo e fascino potrebbero ambire alla protezione della duchessa sensibile al fascino dei letterati, o tutt'al più conquistare qualche cuore "cortese" di alcune delle damigelle di corte. Partite a scacchi o a carte insieme ad una solenne cena portano il crepuscolo a Chant
La tranquillità della giornata successiva verrà interrota dall'arrivo di un altro ospite, un trovatore il cui nome è Mistral, dagli abiti eleganti, un cappello vermiglio a-bec e dal bellissimo liuto. Dopo la cena toccherà ad egli intrattenere il dolce consesso con una canzone. Prima, tra una portata ed un'altra, i PG avranno modo di apprendere della malattia che debilita la piccola principessa. Vani sono ogni rimedi: rifiuta quasi totalmente il cibo e ormai ha quasi perso le forze. Mistral, di passata, alluderà ad una portentosa erba, il cui nome è il Calicanto capace di lenire ogni dolore e di ridare vita a chi vuole perderla (nonchè aggiunge, ma è l'aspetto meno importante, di proteggere dalla pioggia cospargendosene). Alle insistite domande del duca e della duchessa, con estrema ritrosia mista a timore, dirà il luogo nella canzone, musicata dopo il vino caldo servito al termine della cena.
In Gondor c'è un lago
che notte e giorno arde come fuoco,
che chiamano il Purgatorio
di Owein, e ancora oggi
se qualcuno ci viene
che non sia davvero pentito
questi è subito rapito e perduto
e non si sa cosa sia diventato,
me se si confessa ed è pentito
deve soffrire molti tormenti
e si purga dei suoi peccati,
più ne ha e più ne soffre.
A chi ritorna da questo luogo
più nulla piace ormai
in questo secolo,
mai più non riderà, ma vivrà piangendo
e gemendo sui mali che esistono
e sui peccati che la gente commette
[citato da LE GOFF, La nascita del Purgatorio, p. 225. Nella prima riga al posto di Gondor leggesi Irlanda, nella quarta al posto di Owein San Patrizio]
Durante una delle sue consuete passeggiate con le sua ancelle per i rigogliosi boschi delle sue proprietà Ivers, la figlia del duca, decise di sostare vicino ad una piccola ampolla d'acqua cristallina formatasi a seguito del primo disgelo primaverile che ingrossò un piccolo ruscello d'acqua. In uno spazio colorata dal verde smeraldo degli alberi che si riflette sulle terse acque ella si abbandonava alle sue fantasticherie giovanili, senonché vide una creatura comune nell'immaginario medievale (e non): un leprecauno. Spiriti per nulla affini alle simpatiche fate di alcune fiabe sanno essere creature maligne e superbe anche per futili motivi. In questo caso il leprecauno offeso perché la fanciulla si dissetò senza chiedere il suo consenso (lei lo ha aveva scorto dietro un albero), contagiò l'acqua e la gettò nella malattia.
Egli è l'unica guarigione possibile: la baratterà con il Calicanto. Nell'interpretazione di questo personaggio è assolutamente necessario insistere sull'estraneità di queste creature alle vicende umane, sul completo disinteresse verso una vita che si allontana e sulla forte attrazione esercitata da un "oggetto" non posseduto.
Questa è l'entrata del luogo di Owein. Egli fu l'unico a ritornare, come è scritto nella breve Chronica che ha lasciato al momento della sua dipartita dal mondo, scritta per i futuri monaci. Vide ciò che avverrà a ciasun umano dopo la morte, ma non riferì i particolari. Disse che abbandonò, quando ogni speranza fu perduta tutte le sue conoscenze, lui, cavaliere, per ciò che realmente contava. A coloro che cercano ventura la risposta a queste parole. Io rimarrò qui in attesa dopo che sarete entrati per un giorno ed una notte al termine della quale sprangherò nuovamente la porta. Prima di addentrarvi è necessario che rispondiate ad una semplice domanda sul significato del luogo e della vita. Essa sarà determinante per la vostra riuscita. Tenete (dando una piccola collana) essa vi sarà utile quando ogni speranza fuggirà dal vostro animo.
Terminato il breve discorso si allontanerà lasciando i personaggi soli.
Più che suggerire il suggerimento dell'avventura all'interno del luogo Altro mi sembra più utile fornire un breve riassunto del viaggio immaginari così come ci è pervenuto.
Il suo periplo infernale si dipana tra visioni orrorifiche, odori fetidi, fiamme, supplizi demoniaci, che metteranno alla prova la sua fede. Da ogni prova il cavaliere si salvò invocando il nome di Gesù, e dopo ogni prova rifiuterà di abbandonare l'impresa e di tronare indietro. Dopo essere passato per una regione deserta e tenebrosa percorsa da un vento gelido tagliente come un rasoio, il cavaliere si ritrovò in un secondo campo dove uomini, donne di ogni età erano rivilti con il dorso a terra e crocifissi continuamente da demoni sul terreno. In seguito vide una grande ruota di fuoco sulla quale vengono fustigate da orribili demoni peccatori strazieti dal dolore, mentre poi in una specie di edificio termale assistette ad una moltitudine di uomini, vecche e donne immersi nel metallo fuso chi fino all'ombelico chi sino alla testa. L'ultima visione si svolse sulla cima di una montagna, dove tra il gelido vento, demoni gettavano in pozza orrribilmente fetida le anime. (La porta dell'Inferno). Sentendosi ghermito Owein pronunciò il nome di Dio, e si ritrova lontano dal pozzo gettato di fronte ad un ponte apparentemente invalicabile. Attraversatolo compiendo le ultime prove finali gli apparvero due personaggi che gli dicono di volergli spiegare il senso di ciò che ha visto. Loro sono ormai giunti nel Paradiso Terrestre doo un lungo processo di espiazione che ha compreso alcune delle punizioni viste in precedenza, eccezion fatta per quelli che erano al di sotto della bocca dell'Inferno, per i quali non c'è speranza di salvezza. Il tempo di purgazione è proporzionali alle colpe commesse, sebbene i dannati non sappiano quanto lunga sarà il processo espiativo.
Il senso della storia è chiaro: Tu, cavaliere, che maneggi la violenza, hai scoperto il riposo dei beati e le torture dei peccaminosi. Se d'ora in avanti vivrai degnamente nel secolo dopo la morte verrai tra noi, altrimenti... (non è un caso che una volte ritornato Owein decise di combattere una delle poche forme di guerra lecita consentita ad un cristiano, la crociata, per poi terminare i suoi giorni nella stessa abbazia, cistercense; classico caso di addomesticamento di una pratica violenta come le Paci di Dio).
Come giocarlo? Nella mia esperienza ho fatto in modo che i Pg venissero a contatto con Demoni, combattessero, ma avessero sempre la sensazione di non essere questa la via migliore da percorrere. Inoltre per rendere l'atmosfera più eccitante ho fatto in modo che Tann, ad un certo punto, chiedesse di avere la collana, perché avrebbe compreso il metodo migliore per sconfiggere i demoni. In realtà è soltanto spaventato e dentro di sè sa di aver perso la sfida per la salvezza della sua anima: brucierà nella ruota e contribuirà a gettare nello sconforto i PG. Nel momento più cupo rivolgete loro la seguente domanda: qual è la caso che più conta? Eru, fede... L'accesso al ponte, alla via del Paradiso Terrestre si aprirà.
L'avventura può essere ambientata in qualunque periodo della Terra di Mezzo così come il Purgatorio pò essere situato in altri reami.
Per rendere più comlessa la trama si possono inserire al suo interno diversi elementi. Ne suggerisco alcuni:
Questi, come lo schema generale dell'avventura, sono soltanto le direttive generali. Ad ogni Master il compito di sostanziare il racconto con la sua fantasia adattandolo al suo Gruppo di Gioco. In ogni caso sarebbe un immenso onore per me sapere cosa ne pensiate dell'avventura e come l'avete proposta e giocata. Quindi contattatemi alla mia mail. Grazie